Riflessioni sulla fine dell'anno e sul futuro

Riflessioni sulla fine dell'anno e sul futuro

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Cari genitori,
Gentili docenti e collaboratori,

Voglio condividere con voi alcuni fatti che mi paiono sintetizzare il percorso fatto quest'anno e aprire alla prospettiva futura.
 

Avevo deciso di non riportare il primo episodio, il dialogo con un papà coinvolto in una circostanza simile mi ha spinto a comunicarlo: si tratta dell’incontro con una nostra docente che mi ha molto colpito. 

Avevo un appuntamento con lei per proporle l'incremento delle ore di cattedra nel prossimo anno; sapevo che aveva perso il marito la scorsa estate e che uno dei due figli non stava bene, ma il racconto fattomi si è rivelato assai diverso da come mi aspettassi. 

Dopo la morte del marito, si è ammalato il figlio di 10 anni che, nonostante le pesanti cure a cui è sottoposto, ha perso parte dell’autonomia vincolando la mamma a un'assistenza permanente, impedendo anche l’assunzione di impegni scolastici aggiuntivi. 

Mi ha tanto sorpreso l'energia con cui questa persona raccontava senza sconti le fatiche e la sua continua decisione di guardare a nuove possibilità; per questo le ho domandato da dove le arrivasse tale energia. La docente mi ha risposto commossa: "Mi accorgo anch'io, e persino i medici, di questa forza che non è mia, ma non so da dove arriva" e ha aggiunto "so solo che farei qualunque cosa, più in fretta possibile, per il bene che voglio a mio figlio, qualunque cosa perché rimanga con me".  

Al di là delle elevate competenze specifiche, ho subito pensato a come questa donna stesse davanti agli alunni, non proponendogli la scuola come un rifugio, ma trasmettendo loro la sua ricerca appassionata, il suo sguardo ultimamente positivo sulla realtà: "più in fretta possibile per il bene che gli voglio".  

Senza troppi preamboli, la vita nostra, genitori e docenti, ha in questo affetto la sua origine e la sua strada: avere consapevolezza di questo bene, di cui siamo capaci dentro i nostri limiti e dimenticanze, è la compagnia più utile a noi stessi e ai nostri figli.

La ricchezza di esperienze didattiche innovative; il cambiamento rilevante dell'organizzazione e l'aggiornamento dei contenuti dell'offerta scolastica; la crescita di relazioni con soggetti istituzionali più diversi e in non pochi casi prestigiosi; e, soprattutto, la passione dei docenti che ha coinvolto i colleghi aggiuntisi a settembre, sono fatti difficilmente comprensibili al di fuori di questa gratuità che trova soddisfazione nel bene all'altro. 

Quanto sottolineato in precedenza è tutt'altro che sentimentale o irrilevante.  

Sono davvero tanti i progetti realizzati come frutto di una ricerca e di un lavoro dei dirigenti e coordinato nei Consigli di Presidenza delle due sedi di Como e Roma; e poi il "nuovo inizio" nell'Istituto San Giuseppe di Milano che ci ha fatto rendere maggiormente conto del valore che può avere per gli studenti la condivisione e il trasferimento delle esperienze maturate delle nostre scuole. 

Abbiamo la possibilità di trasmettere gli esiti maturati nelle diverse situazioni per essere meno inadeguati di fronte al bisogno formativo, profondamente mutato nelle generazioni recenti. 

Non ci siamo mai concepiti come una riserva indiana e non intendiamo perdere l’occasione di valorizzare la crescita di modelli didattici della nostra rete a vantaggio degli alunni. Il prossimo 1° luglio ho convocato i dirigenti delle tre città per una giornata di lavoro, al fine di individuare gli esempi più significativi da condividere nel futuro anno. 

Un ultimo suggerimento: qualche settimana fa i genitori di una classe hanno chiesto di incontrarmi senza spiegarmi il motivo; normalmente rifiuto appuntamenti al buio ma ero curioso e mi mancava da molto l’esperienza di una assemblea con tutti i genitori di una classe, perciò è stato fissato l’appuntamento. 

Sufficientemente attrezzato da vent’anni di scuola, ho raccolto qualche informazione e mi sono preparato allo scontro; anche in questo caso la realtà è stata ben diversa dal film che me ne ero fatto. 

Il portavoce “moderato” scelto per introdurre il dialogo, anziché iniziare dal dettaglio organizzativo su cui ritenevo si sarebbe consumata la battaglia, ha sottolineato la stima per la scuola e la posizione di domanda dei genitori su tutta l’esperienza dei figli, riconoscendo il comune scopo della famiglia e della scuola. 

Mi è piaciuto molto dover cambiare idea ed è stato per me un bellissimo incontro: con sorpresa, mia ma ritengo anche dei genitori, si è presto giunti a parlare delle novità necessarie per il cambiamento dei bambini e della situazione globale, della formazione dei docenti in una realtà multiforme come le nostre scuole, di come affrontare la sostituzione di docenti che scelgono di andare in altre scuole.  

Questa vicinanza tra famiglia e scuola, emersa in modi diversi anche nei gesti di fine anno, è all’origine del nostro tentativo: in aggiunta a non pochi insegnanti, i componenti del Consiglio di Amministrazione Dedalo sono tutti genitori di alunni che, oltre alla compatibilità economica, sono responsabili della proposta educativa e della prospettiva didattica. 

Trovare forme per allargare le possibilità di dialogo e suggerimento, anche critico, può solo aiutare una realizzazione più compiuta del compito che ci accomuna. 



Ringrazio ognuno di voi per la stima e i vostri figli per la loro presenza, che è la risorsa più certa per noi adulti. 
 

Buona estate



Per il CdA Dedalo Onlus 
Alfonso Corbella

Categorie

INFANZIA, PRIMARIA, SECONDARIA DI I GRADO